27/10/2009
Intervista a Pietro Tripoli
Pietro Tripoli, classe 1987, palermitano doc, simpaticissimo. Attaccante o ala, la “zanzara” punge sempre. Tre goal nelle ultime quattro partite: ora anche i suoi goal spingono il Varese più in alto. La sua intervista esclusiva su www.varese1910.it
Pietro, domenica contro la Pro Patria, siete stati molto sfortunati...
Sono sincero: loro non hanno fatto un solo tiro in porta. Noi stavamo per fare il 2-0, e chiudere la partita. Certo, sempre meglio che perdere, guardando il bicchiere mezzo pieno. Ma rimane l’amarezza... E poi mi spiace per Clayton, ha giocato bene per tutta la partita... E poi quell’episodio sfortunato. Stanchezza, sfortuna, sono cose che possono capitare, non si fanno drammi.
Raccontaci il tuo curriculum calcistico.
Sono cresciuto nelle giovanili del Palermo. E poi, a dir la verità, non ho molto da dire, non ho un lungo elenco di squadre. Dopo il Palermo c’è stata la Sambeenedettese. E ora, questo è il terzo anno, il Varese. Sono giovane!
Ti manca la tua Palermo? Anzi, Bagheria?
Mi mancano i miei genitori, è naturale. Ma dai, niente di drammatico, io vivo bene qui. Poi è il mio lavoro, qui ho la mia vita.
Il ricordo calcisticamente più bello.
Non ho nemmeno bisogno di pensarci. Il campionato vinto l’anno scorso. Io non avevo ancora vinto niente... È stata una gioia, un’emozione...
L’allenatore che più ti ha aiutato a crescere nel calcio?
Dico mister Sannino e mister Rosati Pergolizzi. Sannino è un grande motivatore, ti tira fuori il meglio di te. Pergolizzi, il mio allenatore nelle giovanili del Palermo, mi ha cresciuto calcisticamente. Se si può dire, dopo quell’anno ho preso il volo, ho lasciato le giovanili... E ora eccomi qui.
Attaccante o ala? Sei rapido, quindi molto versatile. Se potessi scegliere...
Personalmente e se potessi scegliere? Seconda punta! Ecco, con Sannino posso giocare sia esterno sia lì davanti. E certo che son contento, comunque sia, di giocare. Ma personalmente sceglierei di giocare davanti: si segna di più e si corre di meno!
La tua vita a Varese, oltre il calcio.
La mia vita è tranquilla, è programmata e scandita dagli orari del calcio, degli allenamenti, delle partite. E tutto il tempo in più è per il relax!
Quest’anno sei già a quota 3 goal. E non siamo ancora al giro di boa del girone di ritorno. Un bel passo in avanti...
Ho superato con un solo balzo i miei tabellini abituali, doppiati due volte! Sono contento, spero di continuare. Se si diceva che non sapessi segnare, non è vero... Nell’ultimo anno con la Primavera del Palermo avevo segnato 18 goal. Sì, è un’altra cosa tra i professionisti. Ma ecco, son capace a metterla dentro!
Secondo te dove deve lavorare di più questo Varese per guadagnare più continuità, soprattutto in trasferta?
Io son sicuro che siamo nella strada giusta. Benevento, Como, Novara, Pro Patria: sono state delle buone partite, ci siamo comportati bene, è questa la strada, dobbiamo continuare così. Poi il calcio è fatto di episodi, a volte favorevoli, a volte meno. Forse, ecco, possiamo solo stare più attenti, concentrati fino alla fine.
I tuoi amici, anche fuori dal campo?
Io mi trovo bene con tutti. Se proprio devo fare qualche nome, dico Palazzo, Del Sante, ma anche Bernardini, Camisa... Sono i ragazzi con cui abbiamo vinto il campionato l’anno scorso: ci sono delle emozioni che abbiamo condiviso insieme, c’è un anno in più di amicizia, è normale sia più legato a loro. Ma comunque, io mi trovo bene e vado d’accordo con tutto il gruppo.
Che stagione si prefigura per il Varese, di qui alla fine?
Il Varese ha l’obiettivo, da tenere fisso in testa, dei 42, 43 punti, la quota salvezza. Lì dobbiamo arrivare, il prima possibile. Fare punti e fare punti. E io cercherò di fare i goal!
Elenco dei comunicati stampa